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Gogol, Borges, la fotografia, senza dimenticare il Vangelo. Le anime morte, è un sapido romanzo di Gogol. Racconta l’ingegnosa truffa messa in atto da un fantasioso imbroglione.

Comperava “anime morte” dai proprietari terrieri per diventare a sua volta ricco proprietario. E’ l’epoca della Russia zarista, quando i contadini, le anime, erano proprietà del padrone del fondo sul quale lavoravano. Su ogni anima lo Stato imponeva una tassa. L’ammontare delle anime era calcolato sui dati dell’ultimo censimento ufficiale. Tra un censimento e l’altro passava tempo, a volte anni. Un certo numero di anime vive, per legge naturale, pestilenze, carestie, passava tra le anime morte. Per la burocrazia, che si basava sui dati dell’ultimo censimento, erano ancora anime vive. E il proprietario pagava la tassa. Cicikov girava per la Grande Russia comprando le anime morte dai possidenti, ben lieti di vendergliele a prezzo stracciato. Il suo vantaggio? Figurare proprietario e ottenere terre dallo Stato.

 

La Colonna Infame, editoriale di Edo Prando pmstudionews sulle anime morte di blog e siti web

 

Provate a chiedere quante anime, scusate quanti clic, ha un sito o un blog. Sarete sommersi da cifre da capogiro. E sono cifre che ti spiattellano davanti agli occhi contatori automatici che tutti possiamo trovare facilmente nel web. La realtà imita sempre la fantasia, affermava un altro romanziere: J. Luis Borges. Sebbene vissuto in epoca pre web la vedeva lunga. Sono numeri presi per realtà. La curiosità, il mestiere, quello che hai imparato consumando le scarpe alla ricerca della notizia, ti spinge a fare maliziosi riscontri. Rimaniamo nel nostro campo: la fotografia. Un pullulare di siti e blog. Fai una breve ricerca e vieni sepolto da tsunami di clic. Le cifre a sei zeri si sprecano. Le incroci con quelle della popolazione italiana e scopri una Nazione di appassionati fotografi. Infanti e ottuagenari compresi. Attivi le tue fonti e accedi ai dati di vendita, reali, delle fotocamere. Qualcosa non quadra. Oramai hai svegliato il genio della lampada che, perfido, ti suggerisce la prova del nove. Imposti, in quei contatori, gli estremi di un paio di siti o blog che sai inattivi da più di un anno. Come lo sai? Semplice: te l’ha confidato il proprietario. Sorpresa: le anime continuano ad essere quelle di quando erano attivi. In alcuni casi sono aumentate. Lasci perdere la letteratura e ti rivolgi ai testi sacri: san Tommaso. Registri una pagina su un social, apri un blog, un sito. Fai un po’ di copia incolla, tanto per non lasciarli vuoti. Li munisci, come viatico per le terre incognite del web, di un po’ di pubblicità. Dopo pochi giorni anche tu sei travolto da tsunami di clic.

Pani e pesci non furono moltiplicati solamente alle nozze di Canaan. Cicikov non è morto, vive con noi. Si è trasformato nei birichini algoritmi dei motori di ricerca. E.P.

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