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Roberto Saviano, Robert Capa e lo Sbarco in Normandia. Ma perché tutti vogliono salire sulla "diligenza"?

Il mondo cambia ma per la fotografia è sempre valida la metafora che l’accosta alla diligenza del film Ombre Rosse, inseguita da una torma d’indiani che ci vogliono salire. Nei giorni passati il noto Saviano ha lasciato in disparte mafia e camorra per occuparsi, settimanalmente, nelle pagine del Corriere della Sera, di fotografia. “…Mi presenterò qui con una foto da condividere con voi, che possa raccontare una storia attraverso uno scatto o, al contrario, proprio lo scatto sarà la storia…” E già qui, come direbbero a Roma: hai detto un prospero. Andiamo avanti.

Cosa sceglie per la prima puntata? Un fotografo interessante ma poco noto? Uno sperimentatore del linguaggio fotografico? Un giovane fotografo felice e sconosciuto? No, un’immagine scattata da Capa durante lo sbarco in Normandia. La solita del soldato tra le onde, vicino a un ostacolo antisbarco. E, con un tocco di snobismo, aggiunge anche il titolo in inglese: The Soldier in the Surf.

La nuova rubrica sulla fotografia di Roberto Saviano sul Corriere della Sera
Roberto Saviano inaugura una rubrica sulla fotografia sul Corriere della Sera. La prima puntata delude, tra banalità ed errori

Poi continua, infilando a raffica gli oramai triti luoghi comuni: “…Magnifiche e sfocate, foto che non fermano il movimento, che restituiscono la concitazione, la frenesia, la paura. Non sapremo mai se l’effetto sfocato fu dovuto, come si racconta, a un errore in camera oscura o se siano state scattate fuori fuoco di proposito, come fuori fuoco era lo sguardo di chiunque si trovasse a Omaha Beach…”. Chi glielo dice che nel mese di giugno, alle sei trenta del mattino, su quelle spiagge siamo nell’incerta luce dell’alba e che la scarsa sensibilità delle pellicole del tempo non permetteva tempi di scatto veloci, sufficienti a fermare i movimenti? E che sviluppando un rullino, per quanto tu possa sbagliare, non produrrai mai immagini mosse o sfocate?

Per non parlare del fatto che in quei momenti premi il pulsante della fotocamera e basta. Non stai a pensare al mosso o allo sfocato artistico. Tutto ciò lo inventano dopo i critici. Anche una nota curatrice di mostre fotografiche scivolò, sul finire degli anni Settanta, tra le onde di Omaha Beach. Saviano è in buona compagnia. A quando la bressoniana citazione del mettere occhio, mente e cuore sulla medesima linea, prima di scattare la fotografia? È una raccomandazione che trovi anche nel manuale del perfetto cecchino, The perfect sniper. E.P.

L'articolo di Saviano QUI

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